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       Istanza Ricusazione del Giudice-Rigetto-Impugnabilità- Esclusione

 A parere della Corte di Cassazione l’odinanza che rigetta l’istanza di ricusazione del giudice non può essere qualificato come sentenza agli effetti dell’art. 111, comma 7 Cost., benchè detto provvedimento abbia assunto natura decisoria, in quanto decide sul diritto soggettivo, pieno ed assoluto.

 Difetta, tuttavia, della fondamentale caratteristica della definitività, necessaria per il ricorso straordinario in Cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.

Alla luce di tale orientamento giurisprudenziale, che pare ormai sufficientemente radicato in Cassazione, occorre ponderare bene la questione prima di chiedere la ricusazione del Giudice.

Giuseppe Maniglia - Avvocati Palermo

     Risarcimento danni – mancata attivazione linea telefonica e adsl – danno esistenziale e patrimoniale – configurabilità.

Interessante sentenza sul risarcimento del danno patrimoniale ed esistenziale a seguito di risoluzione contrattuale, per inadempimento (mancata attivazione) dell’ente gestore della linea telefonica.

In particolare, nel caso di specie, il gestore telefonico aveva omesso di attivare la linea telefonica fissa e Adsl, nonostante l’utente (un’impresa commerciale) avesse pagato le  rispettive fatture. L’impresa a causa della mancata attivazione, subiva numerosi disguidi e ritardi nel rapporto con i  clienti.

A tal proposito il Giudice di Pace liquidava, oltre al danno patrimoniale, anche il danno esistenziale in via equitativa, ritenendo che “pur non incidendo sulla salute del titolare della Società attrice, gli ha reso alquanto precario lo svolgimento delle sue abituali attività”. Sul punto si fa notare come alcuni Giudici di merito continuino a riconoscere il danno esistenziale in modo “elastico”, nonostante i Giudici di legittimità - come le ormai note sentenze gemelle (Cass. nn. 26972; 26973; 26974; 26975 del 2008) - abbiano tentato di mettere un freno al riconoscimento del danno esistenziale per questioni bagatellari. Sarà curioso verificare se tale decisione verrà confermata in caso di appello.

 Risarcimento danni – mancata attivazione linea telefonica e adsl – danno esistenziale e patrimoniale.

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  Risarcimento - Danno Biologico incidente stradale - permanente – Valutazione

Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione ha ribadito che - essendo la componente del danno biologico suddiviso in temporaneo e permanete - la valutazione di quest’ultimo deve avvenire a far data della cessazione di quello temporaneo, e – quindi - dal momento in cui i postumi invalidanti della persona divengano definitivi e stabili. Diversamente ragionando si avrebbe una illegittima duplicazione dei danni risarciti per lo stesso arco temporale.

Nel caso di specie la Corte di merito, ai fini della richiesta del risarcimento dei danni in un incidente stradale, aveva preso in considerazione come dies a quo, per la valutazione del danno biologico permanente, la data del fatto dannoso, liquidando, pertanto, una somma non dovuta al danneggiato.

La Suprema Corte ha riformato la sentenza, affermando il suddetto principio di diritto, meglio esplicato nella sentenza per esteso.

Risarcimento - Danno Biologico permanente incidente stradale – Valutazione

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L'uso improprio del telefono aziendale provoca il licenziamento se le telefonate sono di entità economica non banale

La vicenda in esame affronta quella prassi (fin troppo diffusa) di usare il tefelono dell’azienda per scopi personali, ritenendo (a torto) che  l’esiguità dei costi delle telefonate possa escludere un eventuale e temuto licenziamento.

Il lavoratore si era rivolto ad un legale ed aveva proposto ricorso al giudice del lavoro competente, ritenendo il licenziamento disciplinare una misura eccessiva rispetto alla condotta.

Sia le corti di merito, che la quella di legittimità, tuttavia, hanno condiviso le ragioni addotte dal lavoratore.

La Corte di Cassazione, in particolare, non ravvisando violazioni dei diritti del lavoratore, ha ritenuto sufficiente che le telefonate siano di entità economica non banali ed effettuate per futili motivi per giustificare il licenziamento del dipendente. 

Di seguito il testo integrale della sentenza.

Avv. Giuseppe Maniglia

Rilevante decisione del Consiglio di Stato sulla contemporaneità dell’inizio delle prove in un concorso pubblico. In merito il Collegio, riformando la decisione del TAR, ha stabilito che l’orario dell’inizio delle prove in tutta Italia non ha carattere perentorio, a differenza della data di inizio che deve essere univoca. Ciò sia perché nessuna previsione in tal senso è prevista nel D.M. 17 aprile 2003, sia perché deve sussistere un margine di ragionevole elasticità per eventuali ritardi.

 

Inoltre, l’utilizzo da parte di alcuni candidati di strumenti non consentiti giustifica l'esclusione dei soli autori della violazione, ma non determina anche l'annullamento dell'intera procedura concorsuale.

   Interessante pronuncia sulla validità delle clausole vessatorie contenute nei contratti per adesione stipulati on line (commercio elettronico). In merito, il Tribunale, ha avuto modo di sottolineare che nei contratti stipulati on line, affinché le clausole vessatorie possano avere efficacia, è necessario la specifica sottoscrizione attraverso la firma digitale, non essendo sufficiente la tecnica del “tasto virtuale” o “point and click”, utilizzata normalmente nella contrattazione telematica.

Pur essendo quest’ultima tecnica sufficiente a concludere un contratto, ovvero a manifestare la volontà delle parti, essendo il nostro sistema giuridico fondato sulla libertà della forma.

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