RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI VACANZA ROVINATA - VIAGGIO DI NOZZE - PACCHETTO "TUTTO COMPRESO" - PROVA DEL DANNO - COSA FARE

La sentenza tratta il caso di due sposi, che - a seguito di una vacanza per il viaggio di nozze - avanzavano richiesta di risarcimento danni patrimoniali e morali da vacanza rovinata chiedendo la condanna  del tour operator e dell’agenzia viaggi.

 

COS'E' IL DANNO DA VACANZA ROVINATA?

Danno da vacanza rovinata consistente, quale danno morale, in un pregiudizio conseguente alla lesione dell'interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo, oltre che di danno per  irripetibilità dell’occasione perduta.

Il risarcimento del danno non patrimoniale da c.d. vacanza rovinata, trova riconoscimento, oltre che nell’art. 2059 c.c. ed artt. 2 e 32 Cost, per espressa previsione normativa nell’art. 82 e ss. del Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005)  e nell’art. 47 del Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79).

 Pertanto il danno da vacanza rovinata per i pacchetti turistici “tutto compreso” trova espressa tutela legislativa e può essere riconosciuto e liquidato dal Giudice in via equitativa, utilizzando criteri presuntivi. Ne consegue che, in tema di danno non patrimoniale da vacanza rovinata, la raggiunta prova dell'inadempimento del tour operator esaurisce in sé la prova anche del verificarsi del danno.

Si tratta, in buona sostanza, di una rilevante tutela per il consumatore che può garantire un agevole risarcimento dei danni a Suo favore.

RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI VACANZA ROVINATA - VIAGGIO DI NOZZE 

Giuseppe Maniglia - Avvocato

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RISARCIMENTO DANNI IMMISSIONI POLVERI - RUMORE

La valutazione equitativa del risarcimento del danno deve essere giustificata e motivata dal giudice in sentenza, con una indicazione analitica degli elementi di fatto che l’hanno portato a liquidare una cifra piuttosto che un’altra. Si ricorda, in proposito, che il semplice turbamento della tranquillità familiare non assurge a un valore costituzionale protetto e quindi non può essere risarcito.

 

A parere della Corte di Cassazione, sebbene l'indagine medico legale non è indispensabile e il giudice può, nell'ambito della valutazione discrezionale al medesimo riservata, accertare il verificarsi della menomazione dell'integrità psico-fisica della persona facendo ricorso alle presunzioni e quantificare il danno in via equitativa, è pur sempre necessario che la motivazione indichi gli elementi di fatto che nel caso concreto sono stati tenuti presenti e i criteri adottati nella liquidazione equitativa, perchè altrimenti la valutazione si risolverebbe in un giudizio del tutto arbitrario, in quanto non è suscettibile di alcun controllo. (Leggi l’estratto della sentenza).

 

 

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