Avv. Giuseppe Maniglia

Successione legittimaQuote in successione - Diritto di abitazione coniuge superstiteAssegnazione casa coniugale - Art. 540 c.c.

Oggi proponiamo una interessante sentenza della Corte di Cassazione, pronunciatasi a Sezioni Unite.

La Corte ha esaminato la questione relativa ai criteri di calcolo del valore della quota del coniuge superstite.

In adesione ad una giurisprudenza già formatasi in seno alla stessa giurisprudenza di legittimità, ha enunciato il seguente principio di diritto:

"Nella successione legittima spettano al coniuge del de cuius i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano previsti dall'art. 540 c.c., comma 2; il valore capitale tali diritti deve essere stralciato dall'asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest'ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell'attribuzione dei suddetti diritti secondo un meccanismo assimilabile al prelegato".  

Di Seguito il testo integrale della sentenza Cassazione Civile, Sez. Unite, 27 febbraio 2013 n. 4847.

Giuseppe Maniglia - Avvocati Palermo

 

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Prova notifica a mezzo posta - necessario il timbro sull’avviso di ricevimento - insufficiente lo stampato del servizio on line di Poste italiane

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La Corte di Cassazione si pronuncia in merito alla prova della notifica a mezzo posta degli atti giudiziari.
 
La vicenda riguarda la mancata allegazione al ricorso, e il successivo omesso deposito alla prima udienza, dell’avviso di ricevimento della raccomandata.Il difensore di parte ricorrente, in luogo dell’avviso di ricevimento, aveva prodotto lo stampato del servizio on line di Poste italiane (c.d. servizio “Dovequando”), ove si evinceva l’avvenuta notifica.La Suprema Corte ha affermato, tuttavia, che l’indicazione della data di consegna contenuta nello stampato del servizio on line “Dovequando” non ha valore probatorio per la consegna reale del plico.
A fare fede è, invece, la data contenuta nel timbro postale apposto nell’avviso di ricevimento, come - tra l’altro - espressamente indicato nello stesso foglio del servizio on line di Poste italiane.


Per provare che una notifica effettuata a mezzo posta sia andata a buon fine, è - pertanto - necessario il timbro apposto sull’avviso di ricevimento.


La S.C. chiarisce, tuttavia, che il difensore del ricorrente, qualora si trovi momentaneamente sprovvisto dell’avviso di ricevimento della raccomandata, “può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 184 bis c.p.c., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge n. 890 del 1982”.
Avv. Giuseppe Maniglia - Avvocati Palermo

 

NECESSARIO IL CONSENSO DI TUTTI I COMPROPRIETARI E COEREDI PER LA VENDITA BENE IN COMUNIONE - APPLICABILITÀ' DELL'ART. 1108 DEL CODICE CIVILE.

 DIVISIONE EREDITARIA GIUDIZIALE - COMUNIONE EREDITARIA

Con la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte si pronuncia sull'applicabilità dell'art. 1108 c.c. alla comunione ereditaria.

In particolare, secondo i Giudici è necessario il consenso di tutti gli eredi (comproprietari del bene) per poter validamente vendere un cespite rientrante nell'asse ereditario.

L'art. 1108 c.c., nella parte in cui afferma che "è necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune[...]" esprime un principio di ordine generale applicabile ad ogni tipo di comunione, ivi compresa quella ereditaria.

Tale fondamento di diritto è implicitamente ricavabile da quanto disposto dall'art. 719 c.c., il quale prevede un'eccezione al principio generale del consenso unanime, stabilendo che si può procedere alla vendita dei beni ereditari con concorde volontà dei "coeredi aventi diritto a più della metà dell'asse" solo in caso di necessità di pagare i debiti e i pesi ereditari.

Per cui, riassumendo, in via generale per cedere un cespite ereditario è necessario la volontà unanime di tutti gli eredi comproprietari del bene stesso, salvo il caso in cui sia necessario venderlo per pagare i debiti ricompresi nell'asse ereditario.

 

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 avvocati3-100x70.jpg  RIFORMA ESAME ABILITAZIONE AVVOCATO

E' legge la riforma dell’esame di abilitazione di avvocato (riforma esame di stato di  avvocato)  e sulla professione forense in generale.

 

QUANTO DURA L'ESAME DI AVVOCATO?

Innanzitutto è utile precisare, visti i frequenti dubbi tra i partecipanti, che le prove scritte hanno una durata massima di 7 ore ciascuna

 

PRINCIPALI NOVITA' SULLA RIFORMA FORENSE E SULL'ESAME DI ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO

Tra i temi più scottanti e temuti dai praticanti avvocati e coloro che si appresteranno ad inserirsi in questa affascinante (quanto dura) professione forense, riguarda le metodologie di svolgimento dell’esame di avvocato.  

Riforma esame avvocato-prove scritte.

Rimangono tre le prove scritte; sarà vietato, tuttavia, ed ecco la prima nota dolente, l’utilizzo di riferimenti legislativi commentati con la giurisprudenza. Saranno ammessi, in altre parole, solo testi normativi senza alcun commento e citazioni giurisprudenziali, sulla falsariga dell’esame per magistratura. Questo modifica in maniera significativa (per non parlare di una piccola rivoluzione) lo svolgimento delle prove e il metodo di preparazione in vista degli esami. I testi normativi dovranno essere controllati e vistati nei giorni precedenti l’inizio della prova e collocati sul banco su cui il candidato sosterrà la prova.

 

Riforma esame avvocato–prova orale.

Significativa novità anche per la prova orale dell’esame. Il candidato dovrà dimostrare la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; nonché di altre due materie, scelte  reventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario. Verrebbe introdotto, quindi, un obbligo di scelta per alcune materie c.d. cruciali, quanto impegnative, per la professione. È previsto, tuttavia, un periodo transitorio di 2 anni, durante i quali l’esame di avvocato sarà svolto con la normativa precedentemente in vigore.

 

Riforma esame avvocato-La valutazione-Addio al solo voto numerico.

Rimane invariato il vecchio sistema di voto (90 punti per raggiungere la sufficienza) ma la commissione esaminatrice dovrà  motivare la valutazione, annotando le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato. Questo, ipotizziamo, permetterà ai candidati che si riterranno esclusi ingiustamente di poter meglio tutelare i propri interessi proponendo ricorso al T.a.r. Ricordiamo, infatti, che l’attuale giurisprudenza è orientata, visto il silenzio della normativa sino ad ora in vigore, nel riconoscere legittima la valutazione negativa di un elaborato espressa col metodo numerico (in tal senso Consiglio Giust. Amm. Regione Sicilia n. 316 del 2012).

 

Le ulteriori novità:

 

Assicurazione (art.11): L’avvocato, l’associazione hanno l’obbligo di stipulare polizza assicurativa “a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. “ L’avvocato deve (non più se richiesto) rendere noto al cliente gli estremi della polizza assicurativa.

 

Procedimento disciplinare (art. 49): viene riformata disciplina del procedimento disciplinare, creando un organo terzo ed imparziale all’interno di ogni distretto (creato da più ordini locali).

 

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