Sentenze amministrative

 avvocati3-100x70.jpg  RIFORMA ESAME ABILITAZIONE AVVOCATO

E' legge la riforma dell’esame di abilitazione di avvocato (riforma esame di stato di  avvocato)  e sulla professione forense in generale.

 

QUANTO DURA L'ESAME DI AVVOCATO?

Innanzitutto è utile precisare, visti i frequenti dubbi tra i partecipanti, che le prove scritte hanno una durata massima di 7 ore ciascuna

 

PRINCIPALI NOVITA' SULLA RIFORMA FORENSE E SULL'ESAME DI ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO

Tra i temi più scottanti e temuti dai praticanti avvocati e coloro che si appresteranno ad inserirsi in questa affascinante (quanto dura) professione forense, riguarda le metodologie di svolgimento dell’esame di avvocato.  

Riforma esame avvocato-prove scritte.

Rimangono tre le prove scritte; sarà vietato, tuttavia, ed ecco la prima nota dolente, l’utilizzo di riferimenti legislativi commentati con la giurisprudenza. Saranno ammessi, in altre parole, solo testi normativi senza alcun commento e citazioni giurisprudenziali, sulla falsariga dell’esame per magistratura. Questo modifica in maniera significativa (per non parlare di una piccola rivoluzione) lo svolgimento delle prove e il metodo di preparazione in vista degli esami. I testi normativi dovranno essere controllati e vistati nei giorni precedenti l’inizio della prova e collocati sul banco su cui il candidato sosterrà la prova.

 

Riforma esame avvocato–prova orale.

Significativa novità anche per la prova orale dell’esame. Il candidato dovrà dimostrare la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; nonché di altre due materie, scelte  reventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario. Verrebbe introdotto, quindi, un obbligo di scelta per alcune materie c.d. cruciali, quanto impegnative, per la professione. È previsto, tuttavia, un periodo transitorio di 2 anni, durante i quali l’esame di avvocato sarà svolto con la normativa precedentemente in vigore.

 

Riforma esame avvocato-La valutazione-Addio al solo voto numerico.

Rimane invariato il vecchio sistema di voto (90 punti per raggiungere la sufficienza) ma la commissione esaminatrice dovrà  motivare la valutazione, annotando le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato. Questo, ipotizziamo, permetterà ai candidati che si riterranno esclusi ingiustamente di poter meglio tutelare i propri interessi proponendo ricorso al T.a.r. Ricordiamo, infatti, che l’attuale giurisprudenza è orientata, visto il silenzio della normativa sino ad ora in vigore, nel riconoscere legittima la valutazione negativa di un elaborato espressa col metodo numerico (in tal senso Consiglio Giust. Amm. Regione Sicilia n. 316 del 2012).

 

Le ulteriori novità:

 

Assicurazione (art.11): L’avvocato, l’associazione hanno l’obbligo di stipulare polizza assicurativa “a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. “ L’avvocato deve (non più se richiesto) rendere noto al cliente gli estremi della polizza assicurativa.

 

Procedimento disciplinare (art. 49): viene riformata disciplina del procedimento disciplinare, creando un organo terzo ed imparziale all’interno di ogni distretto (creato da più ordini locali).

 

Pubblicato in Professione Avvocato

ESAME AVVOCATO

Interessante sentenza del massimo organo siciliano di giustizia amministrativa sull'esame di avvocato. In primo grado un candidato aveva ottenuto una sentenza favorevole, ottenendo l'annullamento del provvedimento che non lo ammetteva all'esame orale per l'abilitazione alla professione forense. La decisione del TAR Sicilia aveva interpretato estensivamente una norma che riguarda l'esame per il notariato (D.Lgs. n.166/2003), applicando il principio  di trasparenza dell'operato della P.A. In proposito stabiliva che per la valutazione degli elaborati non è sufficiente il voto numerico, ma è necessario un giudizio.

Il C.G.A., su appello del Ministero, riforma la sentenza stabilendo, appunto, che è sufficiente il voto numerico per la valutazione degli elaborati e che il D.Lgs. 166/03 non è applicabile all'esame per l'abilitazione alla professione di avvocato.

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