SENTENZE DIRITTO CIVILE
Avv. Giuseppe Maniglia

   Risarcimento danni – incidente stradaleanimale in autostrada - mancata presenza buchi o strappi nella recinzione della strada – esclusione- art. 2051, c.c.-Sentenza 7037/2012

La sentenza in oggetto ha negato il risarcimento dei danni ad un automobilista da parte dell’ente gestore dell’autostrada, per un incidente causato da due animali (cani) improvvisamente apparsi nella carreggiata.

Secondo la Suprema Corte la mancanza di prova di un’omessa manutenzione della recinzione stradale e la probabilità di un abbandono dei cani da parte di un terzo, desunto dalla presenza nelle adiacenze di un'area di servizio e dalla mancanza di una via di fuga per gli stessi, costituisce fatto imprevedibile ed inevitabile, non potendosi pretendere un continuo controllo della sede autostradale da parte dell’ente gestore.

E’ da escludersi per quest’ultimo, pertanto, una responsabilità da cose in custodia ex art 2051 c.c.

Avv. Giuseppe Maniglia

Con la sentenza in oggetto, la Corte di Cassazione ha ribadito che il conducente, prima di iniziare la marcia, è tenuto a controllare che il passeggero indossi la cintura di sicurezza. In caso di incidente, pertanto, è tenuto a risarcirlo, poichè esiste un concorso di colpa nella causazione dell'evento dannoso.                   


 Sentenza Cassazione n. 22398/2011

Condannato al risarcimento del danno, oltre al venditore, il notaio che non osserva l’obbligo  di compiere una visura nei registri immobiliari sull’immobile oggetto di vendita, poi scopertosi gravato da una precedente ipoteca.

Il notaio non può invocare la limitazione di responsabilità prevista per il professionista dall'art. 2236 c.c., con riferimento al caso di prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà (nella specie per l'arretrato in cui versavano le Conservatorie all'epoca della stipula e per la necessità di esaminare le annotazioni provvisorie di cui ai c.d. mod. 60), in quanto tale inosservanza non è riconducibile ad un'ipotesi di imperizia, cui si applica quella limitazione, ma a negligenza o imprudenza, cioè alla violazione del dovere della normale diligenza professionale media esigibile ai sensi dell'art. 1176 c.c., comma 2, rispetto alla quale rileva anche la colpa lieve.

Nel caso di specie la locataria aveva anticipato delle spese per riparazioni dell’immobile e quindi ne chiedeva la compensazione legale con il canone di locazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza in epigrafe, ha ribadito, come da precedenti sentenze in merito, che il locatore non ha diritto a ridursi il canone per pretesi crediti vantati nei confronti dell’affittuario.

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